La rivincita di Vega
Sulla Terra regna da tempo la pace e Actarus si trova su Fleed assieme alla sorella Maria. Al ranch Betulla Bianca sembra tutto tranquillo ma è la quiete prima della tempesta...

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Capitolo 5

Dietro la montagna l'astronave del generale Phobos si era posata sul fondo di un vallone
"Navigatore, pensa che ci avranno avvistati?"
"Sicuramente generale, lo schermo di dissimulazione non funziona all'interno dell'atmosfera terrestre"
"Quindi dovremo attenderci qualche visita inopportuna, pazienza….fate uscire i minidischi!!!"
Due portelli si aprirono su ciascun fianco della nave ed altrettanti stormi di minidischi uscirono circondandola come uno sciame attorno al proprio alveare.
"Generale, due velivoli terrestri in avvicinamento!"
"Lo sapevo, saranno quegli idioti del centro spaziale dobbiamo allontanarli, minidischi all'attacco!! Colpite gli insediamenti della zona e fatevi seguire dai due velivoli terrestri"
I mortiferi sciami di navette spaziali si allontanarono in direzioni opposte per portare il loro carico di morte sugli ignari terrestri che festeggiavano beatamente, i primi colpi che si abbatterono sulle case produssero per lo più sorpresa e ci fu addirittura qualcuno che li scambiò per fuochi artificiali ma ben presto il terrore si impadronì della gente, quel terrore che credevano di aver dimenticato…..la guerra era tornata ad esigere il suo tributo.
"Alcor, Venusia" la voce di Procton uscì chiara dagli auricolari "ci sono stormi di minidischi che stanno bombardando le città sia a nord che a sud, intervenite!"
"Ma…..allora….sono tornati……ma Vega non era morto??"
"Non perderti in chiacchiere Venusia, tu vai a nord mentre io andrò a sud…..presto!!!"
I due veicoli schizzarono in direzioni opposte pronti a fronteggiare ancora una volta il nemico; lo scenario che si presentò ai due piloti era fin troppo familiare: fiamme, rovine, gente che correva ed ovunque i minidischi che non cessavano di scagliare i loro terribili raggi.
"Maledetti" urlò Alcor "siete tornati, non vi è bastata la lezione………lame cicloniche!!!!!!"
Le lame scattarono colpendo quattro minidischi in successione, quindi si unirono a formare un cuneo che distrusse altri due velivoli.
"E adesso raggio ciclonico!!!!!" urlò il valoroso pilota distruggendo altri due minidischi.
Venusia dal canto suo aveva anche lei il suo bel da fare contro l'altro stormo "missili perforanti……..bomba termica……..missili perforanti!!!"
Sparava all'impazzata colpendo minidischi a destra e a manca e qualche volta, sfruttando le acuminate punte della trivella, arrivava addirittura a speronarli attraversandoli letteralmente.

Mentre la battaglia infuriava Phobos si preparava all'attacco decisivo, il suo obiettivo era il laboratorio ove sapeva che risiedeva colui che riteneva il vero artefice della sconfitta del suo sovrano, ora avrebbe potuto dargli la giusta vendetta.
Si recò nell'hangar più grande dell'astronave che era immerso nell'oscurità, con un telecomando accese i potenti riflettori che illuminarono una colossale figura dalla sgargiante livrea rossa.
"Vi saluto potente Vega, grazie a me avete potuto rivivere all'interno di questo potentissimo mostro da combattimento per potervi finalmente vendicare di chi ha sconfitto la grande armata della stella Vega.
Noi siamo gli unici sopravvissuti di quel grande popolo ma con il vostro aiuto potremo conquistare questo pianeta e ricreare la grande razza padrona dell'universo."

Il mostro da combattimento chinò la testa a mostrare di aver capito le parole del generale Phobos quindi emise un ringhio fortissimo.
"Andate ora, distruggete il laboratorio del Dott. Procton e riportate il grande popolo di Vega ai suoi antichi splendori!!
Aprite il portello!!!"
Il portello fu aperto ed il mostro uscì all'aperto, esitò un attimo per orizzontarsi e quindi spiccò il volo alla volta del laboratorio, seguito a breve distanza dall'astronave madre.

[CONTINUA AL CAPITOLO 6]